Un disfagico da curare, cosa fare?

Nella mia pratica professionale ho sempre seguito i pazienti e le loro famiglie quando si trovano in ospedale. C’è un bellissimo lavoro di counselling, valutazione e rieducazione da svolgere e tante volte i pazienti tornano a casa con una dieta già libera (o semi-libera) e con pocchissime restrizioni alimentari da rispettare.

Se le cose vanno in questo modo, di solito non ci sono grandi difficoltà per la famiglia che dovrà seguire il paziente. Se però il paziente disfagico torna a casa con una lista di accorgimenti, spesso troviamo i parenti in preda dal panico senza capire cosa fare. In questo caso suggerisco sempre di chiedere al logopedista in ospedale di lasciarvi una lista dettagliata di tutti i cibi permessi e vietati.

Se il logopedista ha usato una tecnica o postura per alimentarlo, fatevi spiegare bene come fare e seguite qualche pasto con attenzione. Provate subito ad alimentarlo nella stessa posizione utilizzata dal professionista. Una volta arrivati a casa ci sono degli accorgimenti da seguire per qualsiasi tipo di disfagia (grado lieve o più importante).

L’ambiente
L’ambiente dove il paziente viene nutrito dev’essere silenzioso. Consiglio di non lasciare la televisione/radio accesa durante i pasti. Consiglio anche di parlare il meno possibile, per non rischiare di distrarre il paziente che spesso fa molta fatica a concentrarsi durante il pasto.

La posizione
Il paziente deve essere seduto (se possibile) con il tronco eretto e appogiato o posizionato a letto, con la testata a 90 gradi circa. Il capo leggermente chinato in avanti è una postura di sicurezza frequentemente uttilizata per evitare che il cibo scivoli prima della deglutizione. Il paziente non deve girare la testa mentre mangia.

La frequenza
È molto importante non aver fretta quando diamo da mangiare ad un paziente disfagico. La regola è “un boccone alla volta”.

La quantità
La misura ideale è quella di un cucchiaio piccolo alla volta.

La consistenza
La consistenza del cibo varia da caso a caso. Per le disfagie gravi di solito sono vietati i liquidi e le consistenze solide. Per le disfagie lievi vanno invece evitati i liquidi e le doppie consistenze. Suggerisco comunque di contattare sempre il logopedista curante prima di cambiare (o introdurre) nuove consistenze nella dieta prestabilita.

La presentazione
Va ricordato che il paziente disfagico ha fame e desiderio di provare gusti diversi esattamente come succede a tutti noi. Pertanto è fondamentale il modo di presentare il pasto: cambiare spesso i sapori e offrire un menu variegato (quando possibile) aiuta sicuramente a stimolare l’appetito.

I cibi da evitare

  • pastina in brodo
  • agrumi
  • minestrone con verdure a pezzi
  • aceto
  • verdure filacciose
  • alcolici
  • cibi appiccicosi (ad es. stracchino)
  • liquidi e bevande CALDE
  • legumi (ad es. piselli, fagioli, ecc.)
  • riso
  • carne filacciosa o asciutta
  • spaghetti
  • prosciutto crudo
  • pane, grissini e crackers

IMPORTANTE
Se il paziente presenta segnali di stanchezza o se il pasto dura più di 30 minuti, interrompere la somministrazione e se necessario aumentare i pasti in giornata. In caso di dubbio non esitare mai a contattare il medico curante.





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